Abitare la Vertigine della Libertà: l’Esistenzialismo incontra il Counseling

9 Luglio 2026

Un blocco di fronte a un bivio decisionale, unito a una sottile sensazione di vuoto o di ansia, non è un difetto di fabbrica. Non è il segnale di un malfunzionamento interno. Si tratta, molto più semplicemente, della vertigine della libertà.

La pratica del counseling accoglie e metabolizza le radici della filosofia esistenzialista. Questo legame profondo mostra come le intuizioni di grandi pensatori si traducano in percorsi concreti per riprendere il governo della propria vita.

Sartre: la Libertà tra Condanna e Possibilità

Jean-Paul Sartre ha scosso la filosofia con un’affermazione radicale: “l’esistenza precede l’essenza”. Il significato è netto: non esiste un destino già scritto, né una natura biologica o psicologica che determini l’essere umano in modo definitivo. Ognuno edifica la propria identità unicamente attraverso le proprie azioni e le proprie rinunce.

Da questa premessa deriva una responsabilità totale. Nessuna autorità esterna può confezionare un senso o una giustificazione per la nostra vita. Per questo motivo, Sartre parlava di una vera e propria “condanna alla libertà”: un perenne stato di elezione in cui è impossibile sottrarsi al peso delle proprie decisioni.

Nel pensiero sartriano emerge una distinzione fondamentale:

L’essere in sé: la realtà oggettiva, statica, chiusa e determinata.

L’essere per sé: la coscienza umana, che coincide con l’apertura, il movimento e la progettualità.

In quanto essere per sé, l’individuo abita una terra di mezzo tra ciò che è e ciò che ha la possibilità di diventare. Questa tensione è la fonte della grandezza umana, ma è anche la scaturigine dell’angoscia: ogni scelta è un atto creativo, un salto nel vuoto del possibile.

L’autenticità, dunque, non è il ritorno a un’essenza originaria perduta, ma l’impegno continuo e coraggioso nel proprio divenire. L’angoscia non va evitata; richiede di essere abitata con consapevolezza, poiché rivela la misura della nostra responsabilità. Essa si trasforma nel punto di partenza per un’etica dell’impegno, dove la libertà non è arbitrio, ma capacità di agire nel mondo con rispetto verso se stessi e verso gli altri.

Dalla Filosofia alla Relazione d’Aiuto: il Counseling Esistenziale

Questi presupposti speculativi trovano una traduzione operativa nel counseling umanistico-esistenziale. All’interno dello studio, i concetti di libertà, responsabilità e autenticità si trasformano nei cardini del processo di evoluzione.

La relazione professionale diventa uno spazio per un’esplorazione priva di maschere. Il compito del counselor non è la direzione, bensì l’affiancamento: un supporto per riconoscere le potenzialità latenti e per misurarsi con i limiti reali, così da favorire il contatto diretto con l’esperienza vissuta e restituire centralità alla capacità di scelta.

La Crisi come Apertura

In questa cornice, la sofferenza, lo stallo e l’angoscia cambiano di segno:

Non sono patologie da trattare o disfunzioni da correggere.

Sono fratture fertili: situazioni-limite che aprono la strada a una nuova forma di autenticità.

Il percorso esclude risposte preconfezionate o soluzioni standard. L’obiettivo è la co-creazione di uno spazio relazionale protetto, all’interno del quale sia possibile l’espressione del proprio sé autentico, attraverso l’accettazione del limite e il recupero del potere di dare un significato nuovo agli eventi.

Il modello umanistico-esistenziale integrato si configura come una sintesi viva tra filosofia e azione: un incontro ravvicinato tra due libertà, in cui la consapevolezza opera come motore di trasformazione e la presenza reciproca assume un valore evolutivo ed etico.

Se avverti la necessità di dare spazio a questa vertigine, di districare i tuoi bivi esistenziali e di rintracciare una direzione coerente con la tua identità, troverai qui un supporto solido per il tuo cammino.

 

 

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